AMBIENTE E TERRITORIO
I nove comuni appartenenti alla VI Comunità Montana, che pure differiscono tra di loro per superficie e numero di abitanti, rappresentano in realtà un continuum paesaggistico e storico, avendo in molti casi condiviso le medesime sorti fin dai tempi più antichi.
La Comunità Montana del Velino, che geograficamente si colloca nella vasta area compresa fra Cittaducale ed Accumoli e, incuneandosi verso le Marche, confina con l'Abruzzo e l'Umbria, prende il proprio nome dal Fiume Velino le cui acque scorrono generose lungo tutto il territorio.
Le alte vette, con le sorgenti più nascoste ed i boschi profumati, e le praterie, con i torrenti e gli specchi d'acqua più a valle, raccontano di un ambiente ancora incontarninato e regalano scorci suggestivi e panorami indimenticabili da godere tutto l'anno, perché ogni stagione incanta con i suoi meravigliosi colori.
Ricchissimo di boschi, circa 25.000 ettari, il territorio della VI Comunità Montana è formato per il 40% da terreni che superano i 1200.mt. di quota e annovera tra le proprie vette il Monte Nuria(1888 mt.), il Monte Terminillo (2216 mt.) ed il Gorzano che, con i suoi 2458 metri è la montagna più alta del Lazio. Parte di questo territorio, nei Comuni di Amatrice ed Accumoli, è inserito nel Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga istituito nel 1991. Dalle vette, tutte raggiungibili a piedi in estate, è possibile ammirare panorami straordinari.
La caratteristica di questo gruppo appenninico è di essere costituito da roccia arenaria che, poco permeabile, ha favorito e favorisce l'esistenza di sorgenti perenni, ricche di acqua durante tutto l'anno. Il torrente Scandarello, ad esempio, che sfocia nell'omonimo bacino artificiale situato nella conca amatriciana, ed il torrente Ratto, nei comuni di Posta e Borbona. Il Fiume Velino, risorsa importante per la pesca, con le splendide Gole, lunghe 14 chilometri, nei comuni di Micigliano e Antrodoco e le suggestive grotte naturali, come quella di San Quirico. Ancora, il fiume Tronto, nei comuni di Amatrice ed Accumoli, che sfocia nelle Marche, a San Benedetto del Tronto. Infine, nel comune di Castel Sant'Angelo, il suggestivo Lago di Paterno.
Tutta la zona vanta una flora spettacolare: il Giglio Martagone e la Nigritella, numerose specie di Orchidee e, sulle più alte vette, la Stella Alpina.
FAUNA E TEMPO LIBERO
Anche dal punto di vista faunistico, la natura è generosa: è infatti possibile avvistare l'Aquila Reale, il Gheppio, il Gracchio Corallino, la Poiana, il Barbagianni, il Gufo Reale, la Civetta e, lungo il corso dei fiumi, il Merlo Acquaiolo; tra i mammiferi il Capriolo, il Gatto Selvatico, il Tasso e, per i più fortunati, il mitico Lupo.
Oltre a tutte le attività sportive praticabili in montagna, dalle escursioni a piedi e in mountain-bike a quelle a cavallo o in canoa, il territorio della Comunità Montana del Velino offre la possibilità di piacevoli soste nei numerosi centri termali sparsi un po' per tutta l'area: le Terme di Cotilia, antiche terme di epoca romana le cui acque erano un tempo considerate sacre e che oggi vantano riconosciute proprietà terapeutiche; le Terme di Antrodoco, le cui acque solfuree erano conosciute ed apprezzate dai romani che erano usi immergersi alle pendici del Monte Giano, dove si formavano pozze naturali e che divennero in seguito note in tutto il Regno di Napoli.
FRUTTI DELLA TERRA
Larga parte del territorio della Comunità del Velino è utilizzata per la pastorizia e per l'agricoltura, nella cui pratica gli abitanti seguono ancora i metodi tradizionali, sinonimo di genuinità e bontà.
Famosi i marroni di Antrodoco rono a i fagioli Borbona, esaltati nelle omonime sagre, e ancora i tartufi, le lenticchie, i ceci.
Le carni e i formaggi offrono varietà e sapori unici, mentre apprezzati a livello internazionale sono piatti tradizionali e gustosi come gli spaghetti all'Amatriciana e alla Gricia, le pappardelle al sugo di cinghiale e le fettuccine alla trota.
STORIA, ARTE E CULTURA
I luoghi della Comunità Montana videro il tempo dei Sabini e dei Romani, i commerci lungo la via Salaria e la devozione dei Monaci Francescani, furono contesi dal Regno di Napoli e dal Papato, spartiti tra le più grandi e nobili famiglie del Lazio. Da sempre terre di confine e di passaggio, furono teatro di continue lotte. Le tracce della storia si trovano ovunque, nelle aree archeologiche che testimoniano la presenza di insediamenti umani fin alla preistoria, nei resti delle ville rustiche romane e delle antiche terme, nelle vestigia delle chiese e delle Abbazie, nei borghi medievali e nelle rocce, nei palazzi baronali e negli edifici rinascimentali, fino ai moderni restauri, è impossibile non respirare l'aria di una cultura che fu profonda e solida e che ha attraversato tutte le epoche sino ai giorni nostri.
Più di duemila anni fa, quando il sale costituiva un elemento fondamentale sia per l'alimentazione che per la con servazione dei cibi, gli Antiche Romani costruirono la "Via del Sale", che congiungeva Roma e Porto d'Ascoli, con lo scopo di trasportare agevolmente questo prezioso elemento. L'attuale Via Salaria segue ancora il tracciato della Salaria Nova, costruita ai tempi dell'Imperatore Nerva nel 97-99 d.C. I Romani depositarono tracce indelebili della loro identità culturale lungo la via Salaria e i popoli che la percorsero successivamente continuarono a lasciare, epoca dopo epoca, testimonianze del proprio tempo che oggi costituiscono un meraviglioso percorso da scoprire. Passeggiare per le vie di un borgo, tra le torri medievali e le antiche rocche, come pure entrare in una chiesa o ammirare le volte affrescate di un palazzo, può significare trovarsi di fronte ad inestimabili opere d'arte che restituiscono intatta l'atmosfera dei tempi passati.
La Comunità del Velino vanta, inoltre, i natali di due importanti artisti: Nicola Filotesio, detto Cola dell'Amatrice, pittore, scultore e architetto nato intorno al 1480 che studiò con Dionisio Cappelli e col Bramante, e Carlo Cesi, allievo di Pietro da Cortona, che fu pittore e incisore, nato nel 1622. Ad Amatrice troviamo il Museo Civico di Arte Sacra intitolato a Nicola Filotesio, istituito nel 2002, mentre ad Antrodoco, il Museo della Città Lin Delija-Carlo Cesi, dedicato alle due maggiori personalità artistiche del paese. A Borgovelino, invece, il Museo Civico, di stampo naturalistico-etnografico, oltre a raccogliere materiali relativi alla vita rurale, presenta una sezione dedicata alle piante officinali.
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