Da vedere lungo L'ANTICA VIA SALARIA
Sulla Via Salaria giunti all'altezza dell'attuale Km 105,100 della via (corrispondente ai km 117-199 del tracciato dismesso), prima della nuova galleria, si imbocca sulla destra una strada, la moderna Salaria oggi in disuso, che si percorre per circa 400m. e dove, sul lato sinistro, si scorge il cosiddetto Masso dell'Orso(foto 160), coincidente all'incirca con il 69 miglio da Roma, consistente nel taglio artificiale della roccia alto circa 30m e lungo oltre 20m.
Sulla parete è visibile un incasso per una grossa lapide, posta verticalemente nella parete e oggi dispersa, inquadrato da una cornice e con fori di grappe ai lati; allo stesso livello, ad una distanza di circa 5 m, è un secondo incasso a forma di nicchia con timpano. Essi son rispettivamente ritenuti gli alloggi per una iscrizione celebrativa dei lavori di sistemazione della via e per un sacello votivo dedicato a qualche divinità affinchè proteggesse i viandanti.

MassoDellOrso
Masso dell'Orso Zoom Masso Dell'Orso
MuraglionePoligonale
Muraglione in opera poligonale
La sede stradale larga circa 7m fu realizzata oltre che con il taglio della roccia anche con la realizzazione di un muraglione in opera poligonale di III maniera, in parte oggi ancora conservato (foto 161).L'opera è stata inizialmente collocata in età augustea, ma studi più recenti la pongono in età più antica, intorno al II secolo a.C.

A circa 130m dal muraglione si conserva il LXIX miliario, costituito da un cippo troncoconico su base riquadrata altro circa 2,30m. Il manufatto datato, al IX secolo a.C., reca un'iscrizione commemorativa non della realizzazione della strada, bensì di un suo restauro.
CippoMiliare
Cippo Miliare Zoom Cippo Miliario
Muraglione in opera poligonale
Muraglione in opera poligonale

La Via Salaria Antica
La Via Salaria Antica
Continuando il cammino si percorrono altri 500m e sulla sinistra della via, in località Strambo del Paladino, si travano i resti di un muraglione in opera poligonale lungo circa 38m ed alto 4,50m oggetto in tempi recenti di un intervento di restauro ad opera della Sopraintendenza per i Beni Archeologici del Lazio, resosi necessario soprattutto a causa del dissesto idrogeologico e per problemi legati principalmente a movimenti franosi. Secondo la tradizione popolare, la località prende il nome dal paladino carolingio che vi aveva costruito uno scrigno per il suo tesoro; due cavità esistenti nelle tagliate, distanti tra loro circa 1 km, vengono ritenute le orme di Orlando quando si chinava a bere le acque del Velino.

Proseguendo il percorso, giunti al km 111,600, davanti al cimitero di Posta e subito prima della piccola chiesa di S. Felice, sul lato sinistro della via, si conserva un tratto, visibile attualmente per 32,70 m, dell'antico trac- ciato caratterizzato da un'elegante anathyrosis sui blocchi della crepidine. In contrada Pisciarello, poco prima della chiesetta di S. Felice, nel 1862 si rinvennero i resti di un sepolcro, da alcuni interpretato come ninfeo, collocabile alla fine dell'età repubblicana età augustea, come si desume da un timpano decorato e conservato in un'abitazione di Posta, dove si trova anche un'iscrizione, datata al I secolo a.C., posta su di una base che sosteneva un donario con dedica a Vacuna (ILS 9248), tipica divinità sabina, che sembra provenire dallo stesso luogo.
Zoom Zoom Muraglione Poligonale Zoom MuraglionePoligonale Zoom LaViaSalariaAntica