
| LA STORIA DI POSTA Posta rientra tra gli insediamenti angioini sulla frontiera settentrionale del regno napoletano, subito dopo la distruzione del Castello di Machilone. La prima citazione del Castello risale al 1150-1156, al cosiddetto "Catalogus Baronum", fatto redigere dal re normanno Guglielmo II° per registrare le prestazioni militari dovute dai suoi feudatari. Dopo la conquista del regno, re Carlo I° organizzò un sistema di controllo diretto della frontiera che poteva essere varcata soltanto ed esclusivamente attraverso alcuni "passi" predefiniti. Passi controllati da una vera e propria polizia di frontiera preposta alla sicurezza lungo le strade per prevenire fenomeni di banditismo. In seguito i baroni di Machilone avendo preferito sottomettersi a Rieti, subirono la reazione angioina che inflisse la destrutturazione del territorio di Machilone ed autorizzò i vassalli a fondare una "comunantia" non lontana dall'insediamento fortificato. La prima notizia che riguarda il nuovo insediamento risale al 26 marzo del 1299. La fondazione dovrebbero risalire, dunque, al 1298. Nel nuovo abitato si riunirono parte degli abitanti di Machilone, Borbona, Laculo, Sigillo, Lotonero, Pietrapiede, del mercato di Machilone, Favischio, Santogna e Bacugno. Gli aquilani nel 1299 assalirono l'indebolita consorteria di Machilone mettendo a ferro e fuoco il Castello. Il primo agglomerato urbano di Posta si formò attorno al preesistente Convento Francescano su di un'altura contrapposta al Monte Machilonese, in seguito si costituì un nuovo borgo nella zona pedemontana, lungo la Salaria, dove già si ergeva la Chiesa di S.Felice, che ospitò i pellegrini del I° Giubileo indetto da Papa Bonifacio VIII. Nel 1572 il feudo fu acquistato dell'arciduchessa Margherita d'Austria, figlia naturale di Carlo V, che in seconde nozze sposò Alessandro Farnese. Con l'avvento dei Borboni, Posta divenne feudo della corte napoletana ed in tale status resto fino all'abrogazione dell'istituto feudale (2 agosto 1806), quando divenne libero comune. |