Il Carnevale di Viareggio

carveval di viareggioNel cuore della città vecchia, esattamente nella storica Via Regia, nel lontano 1873 ci fu la prima edizione di quello che oggi conosciamo come il Carnevale di Viareggio.

L’idea sbocciò tra i giovani frequentatori del caffè del Casinò che pensarono a una sfilata per il giorno dopo, ossia il Martedì Grasso.

La fama del Corso Mascherato di Viareggio si è sviluppata in maniera proporzionale con la crescente spettacolarità dei carri allegorici che, verso la fine del XIX secolo, videro la comparsa di monumenti in legno, scagliola e juta, creati da scultori locali e allestiti da carpentieri e fabbri che in Darsena lavoravano nei cantieri navali.

All’inizio del Novecento la sfilata si trasferì dalla Via Regia alla Passeggiata a mare dando vita ad uno spettacolo straordinario grazie al potere stimolante della location che ispirò costantemente i Maestri carristi.

Grandi cambiamenti si ebbero nel 1921 quando a fare da colonna sonora alla manifestazione, era “la coppa di champagne” che costituisce la colonna sonora ufficiale mentre le maschere s’iniziarono ad animare a suon di musica. L’evento iniziò anche a pubblicizzare se stessa su una rivista chiamata “ Viareggio in maschera” che ne è ancora oggi la testimone.

Fu però nel 1923 che i carri iniziarono ad animarsi e il primo fu il Pierrot di Giampieri che sbatteva le palpebre. La vera svolta sotto questo punto di vista ci fu nel 1925 con l’introduzione della tecnica a calco, ossia la cartapesta. Con questa novità il Carnevale di Viareggio divenne leggenda e i costruttori furono nominati “maghi della cartapesta”.

Questo materiale grazie alla sua versatilità ha permesso ai costruttori di sbizzarrirsi con opere colossali per grandezza e movimento dando l’impressione all’osservatore di enormi maschere che libravano leggere nell’aria.

carnevale viareggio

La maschera simbolo del Carnevale di Viareggio è il Burlamacco, creata da Uberto Bonetti nel 1930; questa apparve, nel manifesto del 1931 che reclamizzava i Corsi Mascherati, in compagnia di Ondina che invece rappresentava la stagione estiva. Da tale scelta si evince la volontà dell’autore di rappresentare i due momenti più importanti per Viareggio: il Carnevale e l’estate, nei suoi colori bianchi e rosso come gli ombrelloni che si pavoneggiavano sulle splendide spiagge della costa; inoltre la maschera Burlamacco fu scelta come simbolo della città e ha trovato posto presso il museo del folklore a Roma e il Musèe de l’Homme a Parigi.

La prima guerra mondiale non servì ad arrestare lo sviluppo costante di questo evento ma sicuramente ne costituì un arresto; nonostante ciò la “festa” rinacque come una fenice dalle ceneri nel 1946 grazie al suo ingresso nel mondo mediatico per opera della neonata Rai che decise di dedicare a questo evento la sua prima diretta in esterna; passarono solo quattro anni e approdò all’Eurovisione assicurandosi un posto tra gli eventi internazionali di maggiore prestigio e interesse.

Un triste episodio segnò l’evento nel 1960, si tratta del rogo dei baracconi di Via Cairoli, dove venivano costruiti i carri allegorici; ma anche questo non fermò il Carnevale che si trasferì, per i successivi quarant’anni in Via Marco Polo.

Nonostante tutto, la scalata mediatica del Carnevale di Viareggio non ebbe limiti e arrivò nel 1984 a essere accostata alla Lotteria Nazionale, nacque cosi la Lotteria Nazionale di Viareggio che fu abbinata al concorso dei carri di prima categoria.

Agli inizi degli anni 2000 Viareggio volle, ancora una volta, porre l’accento sulle due stagioni che rendono caratteristica la città, l’estate e il Carnevale, attraverso l’inaugurazione della Cittadella del Carnevale; essa ospita i laboratori dove si da vita ai carri allegorici che sfilano durante il Carnevale e la scuola della cartapesta, mentre nell’arena, durante l’estate, si svolge la rassegna “ Sotto le stelle”, ossia una serie di spettacoli, concerti e eventi culturali.

Allo stato attuale il Carnevale di Viareggio risulta essere ancora protagonista del Martedì Grasso, tornando in diretta tv anno dopo anno e irrompendo nelle case dei telespettatori ipnotizzandoli con l’allegria e la spettacolarità dei carri allegorici.

La crescente popolarità di questa manifestazione porta ogni anno numerose personalità politiche, dello spettacolo e dello sport a contemplare la propria caricatura fatta di cartapesta.

Il Carnevale di Viareggio dura circa un mese, si districa tra feste diurne e notturne, feste rionali, sfilate di carri allegorici e veglioni in maschere; esso rappresenta un punto di incontro tra diverse culture grazie al grande impatto mediatico che ha avuto negli anni e proprio per questa ragione che in quanto festa riconosciuta a livello mondiale può permettersi di associare al divertimento temi di spessore quali la solidarietà e la pace e lo fa in una chiave ironica che solo i grandi artisti di Viareggio sanno rappresentare.