La Storia del Carnevale

storia del carnevaleIl Carnevale è la festa più divertente e allegra in assoluto.

Tradizionalmente racchiude il periodo che precede la Quaresima, infatti si conclude con il Martedì Grasso che è il giorno prima del mercoledì delle ceneri che da il via alla Quaresima.

Nel medioevo il Carnevale era chiamato Fesenach, ossia festa di pazzia, ma successivamente in questo termine venne visto il significato di carne levare, letteralmente togliere la carne, proprio ad indicare l’introduzione del periodo Quaresimale in cui vi è il divieto, da parte della religione cattolica, di consumare carne per i quaranta giorni precedenti la Pasqua.

Solitamente questo è il periodo denominato Carnevale, ma l‘inizio di questa festività varia da paese in paese, infatti alcuni lo festeggiano nei periodi estivi allo scopo di attirare più turisti possibili.

L’origine della festa del Carnevale trova radici in tempi molto lontani; Babilonesi, Ittiti, Fenici ed Egiziani cercavano in tal modo di onorare i propri dèi.

Durante i saturnali romani in onore di Saturno, l’intero sistema sociale si sovvertiva, gli schiavi ritrovavano la loro libertà e i festeggiamenti si dividevano in due fasi:  quella pubblica in cui si offriva un sacrificio al tempio con un banchetto, durante il quale i commensali si scambiavano auguri di benessere e prosperità; poi c’era la parte privata che si svolgeva nelle residenze in cui ci si lasciava andare ad ogni genere di intrattenimento e ci si scambiava dei regali. Terminata la festa tutto tornava al proprio posto.

Quindi il Carnevale rappresentava una festa pagana dove prevaleva il divertimento e  in cui le maschere servivano ad allontanare gli spiriti maligni.

Con il tempo questa festa ha subito delle modifiche sia nel significato sia nelle sue espressioni, ad esempio durante il periodo medievale e rinascimentale i festeggiamenti del Carnevale furono introdotti nelle corti europee, dove gli fu data una connotazione nuova poiché fu legata al teatro, alla musica e alla danza.

il carnevale

Con l’imperatore Costantino e il riconoscimento del cristianesimo come religione ufficiale, il Carnevale fu bandito perché considerata festa pagana.

Con il tempo però il rituale del Carnevale tornò alla ribalta, cosi la Chiesa cattolica, per non inimicarsi il popolo decise di proporre un compromesso; dichiarò che era concesso festeggiare il Carnevale solo a chi era disposto a privarsi della carne per i quaranta giorni precedenti la Pasqua.

Infatti, il periodo definito Carnevale è quello che intercorre tra il 17 Gennaio, festa di S. Antonio Abate, e il primo giorno di Quaresima. Nello specifico questa festa si svolge in periodi variabili poiché collegata con la Pasqua che è una festività detta mobile.

Il “vero” Carnevale si svolge negli ultimi dieci giorni, terminando con il Martedì Grasso (mardì gras) in cui si abbandonano le frivolezze della festa per prepararsi alla solennità della Quaresima.

La Quaresima, come si evince dal termine, indica un periodo di quaranta giorni in cui i cristiani sono dediti alla preghiera, alla carità e alla penitenza attraverso il digiuno allo scopo di purificarsi. L’osservanza dei rituali della Quaresima è da collocare, storicamente, dopo il concilio di Nicea (325 d.C.)

Pian piano il Carnevale ha perso ogni connotazione religiosa divenendo sempre più una festività atta a far divertire le masse, in cui è concesso di tutto per poi tornare tranquillamente alla normalità e soprattutto al buon gusto, una volta terminato.

Ed è proprio cosi che è inteso oggi; il Carnevale è una festa mascherata arricchita da sfilate di carri allegorici e danze in cui le persone danno libero sfogo alla fantasia. Inoltre in alcune tradizioni Carnevalesche la festività si conclude con un falò, ad indicare appunto la morte del Carnevale.

Ci sono diverse città in cui il Carnevale è tradizione su tutte Venezia e Viareggio ma negli ultimi anni è sempre più divenuto un espressione d’arte di Agrigento e Taranto.